venerdì 27 ottobre 2017

Ora legale


Papà: domani notte bisogna mettere l’orologio un’ora indietro.
P: perchè?!?!
Papà: è una regola, a ottobre tutte le persone mettono un’ora indietro, a marzo le rispostiamo avanti.
P: davvero bizzaro!
Postato su www.faccioquellocheposso.it #dettotranoi 


giovedì 26 ottobre 2017

Se si vuole


- Ma voi due parlate la stessa lingua?
- No, io parlo la mia lingua e lui capisce. Lui parla la sua lingua e io capisco.
Succede spesso, se si vuole.

(scambio avvenuto in lingua terza). 

#incittà

sabato 21 ottobre 2017

Una bella lezione di storia italiana



Lezione di Carlo Felice Casula sulla storia delle Acli agli iscritti ai corsi di formazione per animatore sociale, dirigente politico e responsabile organizzativo della scuola di formazione Livio Labor 

Grazie alle Acli tutte, a partire dal presidente, per questa conversazione.

Lizzola rivendicava con orgoglio la sua identità aclista.
Anche io debbo comunicarvi che ho incontrato le Acli ventenne, le Acli erano ancora in via Monte delle farina, avevano fatto un bando per una borsa di studio sui sindacati in Europa, con fondi europei. Ci presentammo in due e ci mettemmo subito d’accordo di dividerci la borsa di studio. Labor, informato del fatto, fu entusiasta, rispondeva allo spirito aclista. Furono per noi mesi di straordinaria crescita.

Difensore dei deboli



Testimonianza di Willy Labor, figlio di Livio Labor. 

Sono Willy, sono il secondo figlio di Livio Labor, i miei fratelli Marcello ed Enzo sono qui in prima fila e mi hanno dato l’onore e l’onere di dire due parole su papà. Non è facile. Non parlo abitualmente in pubblico. Sono un povero giornalista. Non è facile, dopo le belle parole di Mons. Galantino. La brutta notizia è che non sono abituato. La buona è che sarò breve, perché ho scritto qualcosa.

Tessitori sapienti capaci di finalizzare



Mons. Galantino all'apertura della scuola di formazione Acli, intitolata a Livio Labor, per dirigenti politici, responsabili all'organizzazione e animatori sociali di comunità. 

Mi ha colpito molto l’immagine delle trame. Il riferimento al fatto che la tessitura richiede atteggiamenti che vanno in senso ostinato e contrario agli atteggiamenti che la società in questo momento ci sta domandando, che ci richiede e molte volte ci impone: fretta, arrivismo, arroganza. Atteggiamenti abbastanza coltivati nella nostra società che sono la malattia mortale delle relazioni. Finiscono così le relazioni. Non solo fuori da noi, in altri mondi, anche al nostro interno: nella Chiesa, nelle realtà che comunque fanno riferimento alla Chiesa, come le Acli. 

Un centro di formazione quale scopo deve avere? Per natura, deve offrire strumenti per acquisire gli atteggiamenti necessari per essere tessitori intelligenti. Ci sono anche tessitori confusionari. Tessitori che tessono in modo che l’ordito sia da una parte e dall’altra, che se guardi, sia di qui che di là, c’è solo confusione. Per sua natura un centro di formazione fa questo: dà la capacità di essere tessitori intelligenti, capaci anche di finalizzare.